Interesse saudita per la Roma: si intensificano le discussioni su un possibile acquisto azionario

Interesse saudita per la Roma: si intensificano le discussioni su un possibile acquisto azionario
Roma

Nel cuore pulsante della capitale saudita, una febbre calcistica sembra propagarsi con un’insolita intensità, portando con sé il profumo delle grandi occasioni e il sapore di imminenti cambiamenti. L’AS Roma si appresta a toccare il suolo di Riyadh, dove è attesa per un’amichevole contro l’Al-Shabab, che si inserisce nel contesto sfavillante della Riyadh Season. Una manifestazione che non solo ha catturato l’attenzione di 15 milioni di turisti, ma che ha anche ricamato il suo logo sulle storiche maglie giallorosse.

Ma sotto l’apparente normalità di un incontro amichevole si cela un intrigo economico che potrebbe rivoluzionare i destini della società capitolina. Si mormora, con una crescente insistenza, di un intreccio ancora più profondo e significativo tra gli Emiri del Golfo e la Roma. L’attrazione degli sceicchi per l’inebriante aura di Roma non è un mistero, e ora sembrano intenzionati a concretizzare questo flirt in una vera e propria unione azionaria.

Le voci di corridoio, sempre più frequenti, trovano riscontro nei salotti finanziari arabi, dove si tessono i fili di rapporti sempre più stretti con gli omologhi americani, che a loro volta aumentano la loro presenza nel Golfo attraverso banche e consulenti di alto profilo.

Voci di cessioni della Roma: quanto c’è di vero?

E le trame si infittiscono: a Milano, non troppo tempo fa, si sono visti rappresentanti del fondo governativo saudita PIF e investitori legati a Saudi Aramco, l’ente che custodisce i tesori idrocarburici del governo. Il loro interesse non si limita al Milan, ma si estende alla Roma, come a sottolineare l’intensificarsi di un gioco a più fronti.

Al centro di questo scacchiere internazionale, si muove una figura di primo piano: Yasir Al-Rumayyan. Il cinquantacinquenne di Burayda, già alla presidenza del Newcastle United, si trova a scrutare l’orizzonte del calcio europeo con la determinazione di chi sa di poter lasciare il segno. Non ci sono ancora offerte formali o trattative ufficiali, ma si percepisce una chiara manifestazione di interesse.

La partita si gioca ora anche sui tavoli delle negoziazioni, dove la famiglia Friedkin, attuale detentrice del pacchetto di maggioranza dell’AS Roma, valuta il proprio asset. Un valore che supera il miliardo di euro, se si considerano gli investimenti impiegati per risanare i debiti lasciati dalla gestione passata. La presidenza americana, oggetto di aspre critiche negli ultimi giorni a causa dell’esonero di Mourinho e di una sessione di mercato che non ha soddisfatto, sembra prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di vendita. Ma attenzione: il dialogo si aprirà solo davanti a cifre che consentirebbero un rientro soddisfacente dell’investimento effettuato, a prescindere dal progetto dello stadio.

Roma è dunque sulle soglie di un possibile nuovo capitolo, una storia scritta con l’inchiostro del petrolio e della passione sportiva. Il futuro è un’amichevole, certo, ma un incontro che potrebbe segnare l’inizio di una trasformazione epocale per la gloriosa compagine giallorossa.