Centenario della morte del creatore della Torre Eiffel: la storia nascosta di Gustave Eiffel

Centenario della morte del creatore della Torre Eiffel: la storia nascosta di Gustave Eiffel
Eiffel

Un secolo fa, il 27 dicembre 1923, si spegneva la vita di un uomo il cui nome è per sempre inciso nella storia, non solo di Parigi o della Francia, ma dell’intero mondo moderno. Parliamo di Gustave Eiffel, il visionario ingegnere la cui creatura, la Torre Eiffel, svetta ancora orgogliosa nel cuore della Ville Lumière.

Nato l’15 dicembre 1832 a Digione, Alexandre Gustave Eiffel si distinse presto nel mondo dell’ingegneria per la sua abilità e innovazione. La sua carriera ebbe una svolta quando, dopo aver completato la sua formazione alla prestigiosa École Centrale des Arts et Manufactures, iniziò a dedicarsi alla costruzione di ponti, un’area in cui avrebbe lasciato un’impronta indelebile grazie alla sua predilezione per il ferro, materiale che avrebbe rivoluzionato l’architettura e l’ingegneria dell’epoca.

Il suo nome divenne sinonimo di audacia e precisione in tutta Europa, e la sua fama crebbe grazie a progetti come il viadotto di Garabit, una struttura che ancor oggi stupisce per la sua eleganza e impeto tecnico. Ma fu l’Expo Universale del 1889 a conferire a Eiffel l’immortalità: la sua torre, alta 300 metri e realizzata per commemorare il centenario della Rivoluzione francese, fu inizialmente oggetto di aspre critiche da parte di intellettuali e cittadini che la consideravano un abominio contro l’estetica parigina.

Nonostante le polemiche, l’ingegnere non si lasciò scoraggiare. La Torre Eiffel fu costruita in soli due anni, due mesi e cinque giorni, un tempo record che lasciò il mondo sbalordito. Inizialmente prevista per rimanere in piedi solo per vent’anni, la struttura divenne rapidamente uno dei simboli più riconoscibili e amati della capitale francese e dell’ingegneria mondiale.

A poco a poco, le critiche si spensero e la torre fu accettata e apprezzata per la meraviglia ingegneristica che rappresentava. Gustave Eiffel, con la sua visione e perseveranza, aveva riscritto le regole dell’architettura, aprendo la strada a nuove possibilità costruttive che sarebbero state impensabili solo pochi decenni prima.

Nel corso della sua vita, Eiffel non si limitò alla costruzione di torri e ponti. Contribuì anche a progetti significativi come la struttura interna della Statua della Libertà a New York, consolidando ulteriormente il suo retaggio internazionale.

Col passare degli anni, l’ingegnere si ritirò gradualmente dalla vita pubblica, dedicandosi agli studi di meteorologia e aerodinamica. Morì all’età di 91 anni nella sua casa a Parigi, lasciando dietro di sé una eredità di ferro e acciaio, ma anche di sogno e di sfida alle convenzioni.

Oggi, 100 anni dopo la sua morte, il ricordo di Gustave Eiffel vive in ogni raggio di metallo che compone la sua torre, in ogni turista che alza lo sguardo verso il cielo parigino e in ogni giovane ingegnere che sogna di costruire l’impossibile. La Torre Eiffel, più di un monumento, è diventata il simbolo dell’audacia umana, del desiderio di raggiungere le stelle e di lasciare un segno indelebile nel corso della storia.