Siccità senza fine: il dramma nascosto del Titicaca!

Siccità senza fine: il dramma nascosto del Titicaca!
Titicaca

Il lago Titicaca, il più grande del Sud America con una superficie di oltre 8.300 chilometri quadrati, si trova tra le maestose Ande, al confine tra Bolivia e Perù. Questo corpo d’acqua, sacro per le popolazioni autoctone, è stato da sempre la principale fonte di sostentamento per le comunità indigene che vi risiedono. Tuttavia, negli ultimi due anni, il lago ha affrontato una delle più gravi siccità mai registrate, mettendo a rischio l’ecosistema della regione e la vita delle persone che dipendono da esso.

Le acque del Titicaca separano la regione di Puno, in Perù, dal dipartimento boliviano di La Paz, situandosi ad un’altitudine di oltre 3.800 metri sul livello del mare. Il lago è composto da due grandi bacini, il lago Grande (o lago Chucuito) e il Pequeño (o Wiñaymarka), divisi da uno stretto largo meno di un chilometro. Tuttavia, dal 2000 il livello delle acque ha costantemente diminuito, colpendo in particolare le sponde boliviane dove la profondità è minore.

I dati registrati nella stazione idrica di Muelle, in Perù, il 2 novembre, hanno evidenziato un significativo abbassamento delle acque, con un livello di 3.808 metri rispetto all’altitudine stabile di 3.812 metri sul livello del mare. Inoltre, la profondità misurata a Huatajata, in Bolivia, all’inizio di ottobre era di soli 2,92 metri, sette centimetri in meno rispetto al minimo storico del 1996. Questi sono i livelli più bassi registrati dal 1984, quando hanno avuto inizio i monitoraggi periodici.

Per le comunità locali, questa è una situazione senza precedenti. Le conseguenze sono evidenti: la pesca richiede ora di allontanarsi sempre di più dalla riva, e la siccità ha colpito anche le coltivazioni di quinoa e patate, costringendo gli agricoltori a ritardare la semina per paura di perdere i raccolti. Gli abitanti hanno dovuto scavare pozzi per fornire acqua alle loro mandrie, mentre l’80% della principale pianta autoctona, la totora, si è seccata, rendendo difficile l’alimentazione del bestiame.

Le conseguenze si ripercuotono pesantemente anche sugli Uros, una popolazione che vive su piccole isole artificiali galleggianti, costruite con canne di totora. In passato, questi popoli si spostavano in barca dalle isole alla riva, ma ora che il lago è in secca, devono compiere lunghe traversate a piedi, trasportando il pesce e le merci da vendere o scambiare. Inoltre, lo strato di totora che entra in contatto con l’acqua si decompone rapidamente, richiedendo continui interventi di manutenzione, il che è diventato più difficile in queste condizioni.

Uno studio recente basato su dati degli ultimi settant’anni ha evidenziato che il principale responsabile sembra essere l’aumento delle temperature, che porta a una maggiore evaporazione dell’acqua del lago e dei suoi affluenti a causa dell’umidità più bassa e del rapido scioglimento dei ghiacciai sulle montagne circostanti. Inoltre, il periodo delle piogge si è notevolmente accorciato negli ultimi decenni, causando una significativa riduzione delle precipitazioni.

La situazione del Titicaca potrebbe migliorare solo con l’aumento delle piogge, ma attualmente si prevede che il livello del lago continuerà a diminuire almeno fino a dicembre.