Il Sahel scuote l’Europa: il Niger spinge fuori la Francia!

Il Sahel scuote l’Europa: il Niger spinge fuori la Francia!
Niger

L’Africa, con la sua straordinaria ricchezza di culture, risorse naturali e storie millenarie, torna ancora una volta al centro delle attenzioni globali. Questa volta, lo sguardo del mondo è puntato sul Niger, una nazione situata nel cuore del Sahel. Una regione che ha già conosciuto la sua dose di instabilità, con ben quattro colpi di stato tra il 2020 e il 2022, principalmente in Mali e Burkina Faso. Tuttavia, oggi il Niger è teatro di una battaglia di volontà senza precedenti: un confronto epico tra una potenza coloniale e una nazione che cerca di recuperare la propria voce e la propria indipendenza.

Il 24 settembre è stato un punto di svolta. In risposta alle crescenti pressioni e richieste della giunta militare, il presidente francese ha annunciato una mossa senza precedenti: il ritiro di 1.500 militari francesi e dell’ambasciatore francese dal Niger. Mentre questa notizia ha provocato onde d’urto attraverso le capitali mondiali, per molti nel Niger è stato visto come un segnale di un nuovo e coraggioso inizio.

Da decenni, la presenza francese in Niger è stata motivo di contenzioso per molti. Nonostante le complesse relazioni diplomatiche e storiche, molti nigerini vedevano l’influenza francese come una sorta di prolungamento del passato coloniale. Pertanto, la decisione della Francia di ridimensionare la sua presenza è stata accolta con gioia da alcuni come una vittoria per la sovranità e l’autodeterminazione.

Ma la domanda che sorge spontanea è: cosa ha spinto la Francia a prendere una decisione così drastica? Sebbene il ritiro possa sembrare un atto di debolezza, potrebbe anche essere visto come un riconoscimento della realtà sul campo, di un nuovo equilibrio di potere. La giunta al potere in Niger ha assunto una posizione sempre più assertiva. Questo culmine è stato raggiunto con la chiusura dello spazio aereo ai voli commerciali francesi, segno di una crescente ostilità.

Oltre alle tensioni politiche, non si possono ignorare le ramificazioni economiche di questa situazione. La decisione del gigante nucleare francese Orano di sospendere le sue operazioni nel Niger a causa delle sanzioni imposte alla giunta, è un segnale delle complessità di questa situazione. Le potenze occidentali, in particolare la Francia, hanno forti interessi economici e strategici nella regione. Tuttavia, con l’approvazione dell’Ecowas di ritorsioni contro il Niger, è evidente che l’equilibrio sta cambiando.

Il Sahel è una vera polveriera e il Niger ne è solo una parte. L’ascesa di governi militari in Mali e Burkina Faso ne è un chiaro esempio. La domanda che sorge spontanea è: qual è il futuro di questa regione? Mentre la comunità internazionale osserva con apprensione, è evidente che le dinamiche di potere stanno mutando. Il cosiddetto “contagio autocratico”, come l’ha definito l’Ecowas, sembra essere in aumento. E con il Niger al centro di questa turbolenza, le scelte che verranno fatte avranno ripercussioni profonde su tutto il continente africano.