Indice Rt sulla soglia epidemica: il Covid-19 sta tornando?

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Lotta al Covid-19: nuova ondata di contagi preoccupa le autorità sanitarie

È un momento di tensione per la lotta alla pandemia di Covid-19. Ciò che sembrava vedere la luce in fondo al tunnel si è oscurato nuovamente con una nuova ondata di contagi che ha fatto emergere nuove preoccupazioni. Un repentino incremento del 31% nei casi rispetto alla settimana precedente ha portato l’incidenza a raggiungere 76 casi ogni 100.000 abitanti. Un campanello d’allarme che ci mette in allerta, anche se per ora non sono previste nuove restrizioni o cambiamenti normativi rispetto a quanto stabilito nel settembre del 2023. Tuttavia, le autorità sanitarie raccomandano vivamente di continuare a richiamare l’attenzione sulla vaccinazione, soprattutto per le categorie più a rischio.

L’ultimo monitoraggio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute ha rivelato un totale di 44.955 nuovi casi di Covid-19, con un tasso di positività che è salito al 17,6%, rispetto al 15,3% della settimana precedente. Inoltre, c’è un aumento dell’occupazione dei posti letto ospedalieri, che si attesta al 7,7%, e i decessi sono passati da 192 a 235 in soli sette giorni. È importante sottolineare che i tassi di ospedalizzazione, di ricovero in terapia intensiva e di mortalità mostrano un netto aumento all’aumentare dell’età, con le persone di oltre 90 anni che presentano dati particolarmente allarmanti.

Le regioni settentrionali e le aree con una scarsa qualità dell’aria sembrano essere le più colpite da questa nuova ondata di contagi. Uno studio condotto dall’Università di Tor Vergata ed Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, ha svelato che il virus ha una maggiore affinità per le particelle sottili PM2.5, ovvero minuscole particelle di smog con dimensioni inferiori a 2,5 micron. Questo legame potrebbe contribuire all’aumento della diffusione del virus attraverso l’aria.

Per quanto riguarda le persone risultate positive al Covid-19, la normativa attuale, aggiornata a settembre 2023, non impone restrizioni significative. L’isolamento non è più obbligatorio, ma il Ministero della Salute raccomanda l’uso di mascherine chirurgiche o Ffp2 in caso di contatti con altre persone e suggerisce di rimanere a casa fino a quando scompaiono i sintomi. È importante evitare il contatto con persone fragili, così come le visite a ospedali o case di riposo. Bisogna seguire scrupolosamente le pratiche di igiene delle mani, evitare luoghi affollati e informare le persone con cui si è entrati in contatto.

La vaccinazione contro il Covid-19 è gratuita e viene somministrata in un’unica dose per categorie specifiche, tra cui le persone di età superiore ai sessant’anni, coloro che presentano patologie a rischio, gli ospiti di strutture per lungodegenti, le donne in gravidanza o nel periodo post-partum e gli operatori sanitari e sociosanitari.

Per coloro che non rientrano in queste categorie, la vaccinazione è disponibile su richiesta e in base alla disponibilità delle dosi.